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Sto scrivendo un post su cinquanta sfumature di grigio. E’ vero. Scusate.

L’ho letto. Amazon ha gentilmente deciso di regalarmi tre codici promozionali per ottenere gratuitamente tre e-books.

Ma sono dei furboni quelli, che non lo sapete. Quindi in un mucchio di libri un po’ inutili – come interpretare le espressioni facciali delle persone o le 500 migliori ricette a base di yogurt – ci hanno infilato anche il bestseller della maialina londinese che ha fatto i milioni scrivendo di una cosa sola. Sesso.

Il mio indice ha selezionato Cinquanta sfumature di grigio con fare esitante. Non volevo, davvero, ma poi ho iniziato a ripetermi le scuse che hanno usato più o meno tutte le donne.

“Sono solo curiosa, non sei mica una pervertita se decidi di leggere il libro che ha incassato più soldi di Harry Potter.”

“E’ solo che voglio capire cosa c’è di speciale in questo coso, perchè ne parlano tutti?”

“Potrebbe essere un buon libro da recensire per il mio blog.”

“Voglio diventare una giornalista, sono o non sono aperta di mente?” … c’era una battuta qua, ma mi sa che me la risparmio e la lascio alle vostre maliziosi menti.

Insomma, l’ho finito subito. Perchè? PERCHE’ COSA ACCIDENTI C’E’ DA CONCENTRARSI IN UN LIBRO CHE PARLA DI DUE CHE FANNO SEMPRE LA STESSA COSA?

Non è che adesso potete aspettarvi che io parli male di questo libro, però. Perchè si: è scritto con i piedi, il vocabolario è più povero di quello usato da un bambino di dieci anni (sempre le stesse sei parole, davvero)e si, i personaggi hanno uno spessore piuttosto irrilevante – lui è un figo che più figo non si può, lei è la classica ragazza carina che non si rende conto d’essere carina, che è timida, che inciampa sui lacci delle sue stesse scarpe e che ha una migliore amica iperprotettiva che OVVIAMENTE si innamora del fratello del ragazzo della migliore amica blablabla.

Ma in questa autrice c’è qualcosa di geniale, e non mi riferisco di certo alle sue dubbie capacità di scrittrice.

Ha tappato un buco nell’editoria. Ha capito che le donne, tutte le donne, avrebbero voluto leggere di una storia che parla di quello. Ma non potevano certo portarsi in metropolitana un libro intitolato ‘tutte le cose proibite che mi piacerebbe ricevere a letto’. Così c’ha infilato l’ombra di una relazione travagliata, dentro al suo romanzo dallo sfondo prettamente pornografico, e l’ha reso un prodotto che poteva tranquillamente essere venduto in prima fila sul banco ‘novità’, magari al fianco di Saviano.

Un po’ come fece la Victoria’s Secret – vendono lingerie di seta e pizzi e fanno finta che la gente con quella roba addosso ci vada a fare la spesa al supermercato – mapperfavore.

Quindi io dico una cosa. Potete semplicemente ammettere di essere curiosi e leggere il romanzo alla luce del sole o potete utilizzate anche voi una delle scuse soprastanti. La mia preferita è dire che gli sciocchi non sono quelli che lo leggono, ma quelli che devono per forza vergognarsi di dire in giro che lo hanno letto, perchè ‘ma dai, ma per favore, ma quella non è letteratura, ma è una cagata, che libro è?, vergognati’.

Che poi, alla fine, secondo me tanto scusa non è.

Ora scusate, devo finire l’ultimo della saga aahahahaaha

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Spring Breakers – YO MATHERFAKAH.

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Sostanzialmente, è in queste due parole – YO MATHERFAKHA – che potremmo riassumere il film scandalo di Harmony Korine. Scandalo… bah.

Culi, tette, tette, culi, droga, bikini bikini Martini. Io di nuovo non c’ho visto un granché  eccetto un irriconoscibile James Franco con tanto di denti d’argento, treccine luride e tatuaggi improponibili sparsi casualmente per tutto il corpo.

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Non aspettatevi dialogo, perchè il film va avanti più o meno sempre a rallenty, inquadrando scene a colori lomo delle quattro protagoniste che fumano, bevono e si drogano. Sul sottofondo ‘musicale’ spesso frasi motto a ripetizione – Spring breakers forever, we found ourselves here… 

Le critiche lo hanno venduto per un film generazionale, io lo venderei per quello che è: la storia di quattro sgallettate che si fanno prendere dalla follia da collegiali, dai soldi facili delle persone sbagliate e, in fondo, dalla mignottaggine che è insita in loro. E fanno party. E giocano con le pistole.

Ad interpretare le quattro spingbreakers, due sono ex Disney-Channell stars, una è un’ irriconoscibile Hanna (si, quella di Pretty Little Liars) e l’altra boh, non la conosco, ma ha i capelli rosa e la faccia un po’ da cagna.

Sono state loro a vendere il film, e il ruolo delle attrici stesse a rendere una storia mediocre oggetto di tante chiacchiere: le brave ragazze che si riscattano e diventano bad girls.

Emma cara, Emma Watson, lo so che stai girando The Bling Ring, sulla falsa riga di Spring Breakers. T’ho vista con i vestiti da coatta e la lingua di fuori. Guarda che un’Hermione porca non la tollero, eh, te lo dico. T’avverto.

 


Social media – minaccia o strumento per il successo?

Brands Invasion logo

Sto scrivendo due tesi blablabla.

Una parla dei social media blablabla.

Insomma, leggete se vi va, è una mezza specie di intervista che mi hanno pubblicato blablabla.

http://brandsinvasion.com/447/social-media-strumento-di-successo-o-minaccia-per-le-aziende-e-la-loro-reputation/


Bruxelles – photogallery.

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Girls – che lo scontro con le serie tv patinate abbia inizio.

Girls

Non è cosa nuova che una ventunenne stressata da una prossima laurea si ammazzi di cibi estremamente poco salutari, sfoggi i peggiori outfit del secolo mentre è accampata sulla scrivania sommersa di fogli e abbia bisogno di un restauro completo – oltre che di una grande forza di volontà – per abbandonare la sua postazione da studio e riprendere in mano una vita sociale pressoché inesistente.

Nuovo non è nemmeno che proprio per ovviare il tormento di incontrare persone nuove e parlare ad esseri viventi che non siano il proprio gatto nero, la ventunenne passi le sue nottate a spararsi serie tv di vario calibro: da Vampire Diaries a Grey’s Anatomy, da Pretty Little Liars a Sex and the City, da True Blood a The Walking Dead o Desperate Housewives.

Eventualmente, tra la lista di serie patinate e palesemente finte, potrebbe comparire una pecora nera. Una serie tv chiamata Girls.

Se non ne avete sentito parlare prima d’ora, probabilmente avete vissuto sotto una pietra durante gli scorsi 5 mesi.

Perchè stona così tanto con il mondo delle serie tv? Perchè è vera. Oddio non esageriamo, diciamo tutto il meglio e il peggio della realtà che accade normalmente ad un 25enne spiantato in un anno succede diciamo nel giro di 10 episodi.

Lasciatevi alle spalle le bellezze canoniche, le vite assurde e lo smalto perfetto. Buttate al cesso scene hot romantiche, lavori fantastici e remunerativi, case da sogno. Accogliete ciccia, rapporti che non sopravvivono alle catastrofi e una modesta dose di follia quotidiana.

Ecco a voi, Girls.


Non parlerò di elezioni 2013.

Ho le mani che mi prudono e un po’ di sinusite, ma andiamo avanti.

Andiamo avanti con le maniche rimboccate, la testa con un cervello che frulla e un po’ di speranza, qualche abbraccio e un the con il latte alla vaniglia.

Come disse qualche saggio anonimo americano che si divertiva a scrivere cose intelligenti per strada, “pratichiamo gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso”. E’ questo il momento giusto, quando tutto va male. Quasi, tutto.


Learn to travel.

 

Abbiamo ancora tutto da imparare.