Lo sguardo dei vinti.

I vinti si riconoscono dalle occhiaie che cerchiano uno sguardo affilato.

Si riconoscono da come si muovono, da come le loro spalle restano strette in un abbraccio non corrisposto, da come guardano con troppa attenzione il vuoto passare oltre il finestrino del loro treno. Si riconoscono dalla camminata troppo decisa, diretta il piu’ lontano possibile dal lontano piu’ possibile.

I vinti si riconoscono in una folla. Si riconoscono dal fuoco che si fanno attorno. Da come le loro labbra non si danno pace, le loro dita non si danno pace, i loro cuori non si danno pace.

I vinti hanno un respiro lento e un’anima chiassosa. Hanno il vento nelle vene, il mare. Hanno tanto vuoto da essere ricolmi, da avere un’essere straripante. I vinti guardano le notti srotolarsi al ritmo dei loro pensieri piu’ bui. I vinti dormono sonni insonni. Sognano realta’ e non fantasia.

I vinti, infine, toccano un fondo. Piombano in un freddo sordo, restano qualche tempo sotto una pressione opprimente. Sollevano la sabbia su cui cadono, pesanti.

Poi, si trascinano verso la superficie. Quando sentono l’aria esaurirsi nei loro polmoni – e’ allora che si ricordano come si nuota.

La loro pelle verra’ asciugata da un sole caldo, lo stesso sole che secchera’ le loro onde, le loro lacrime.

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