Archivi del mese: novembre 2014

La cosa giusta.

Sei anni fa, ero seduta sul mio banco verde.

Ero in prima liceo. Ero ancora quella che indossava i calzini viola con le ballerine e la mia frangetta faceva sempre la tendina. Anche al tempo, mi piaceva passeggiare sotto le nuvole aspettando che iniziasse a piovere, mentre tornavo a casa. Mi piaceva tornare a casa con i capelli fradici.

Quella mattina, la cara professoressa Carollo ci stava facendo discutere Frankenstein. M’e’ sempre stata molto simpatica la Shelly, lei e la sua mania per il macabro. Quanto interpellata, risposi che la cosa che piu’ mi aveva colpito fosse stato il fatto che nel romanzo, il terrore negli uomin si fosse rivelato essere piu’ forte della curiosita’. Gli umani non volevano conoscere quella creatura. Volevano solo fuggirla perche’ diversa. Una innegabilmente intrigante banalita’. Ho pensato che avrei fatto di meglio alla lezione di latino.

La mia compagna Marta fece una domanda cento volte piu’ figa della mia. Ricordo bene d’esserci rimasta secca. Fece una di quelle domande che ti ricordi ancora dopo sei anni, capito.

Si scosto’ i suoi lunghissimi capelli castani e disse, pacata: “mi viene solo da pensare che non so’ piu’ cosa sia giusto e cosa sia sbagliato.”

Me lo sono chiesto pure io, sai Marta. Ieri. Dentro un Pret a Manger di Charing Cross, mentre guardavo due pozzi profondi, mentre cercavo risposte, mentre tentavo di sentire cosa il mio sangue gelido mi stesse sussurrando, mentre vedevo parole che avevo immaginato annaspare in acque ormai tempestose, mentre faceva buio gia’ alle quattro, mentre le foglie erano diventate rosse e io non me n’ero ancora accorta.

E’ perche’ il tempo s’e’ abbattuto feroce su tutto, che tutto e’ stato diverso. E’ perche’ mentre le verita’ si scagliavano affilate su quell’infuso al limone, a me non restava altro che, cosi’, macinare sospiri, sospiri che non son diventati altro che silenzi.

E lo so, che cosa e’ giusto e che cosa e’ sbagliato. Poi ci penso, e non lo so piu’. Poi mi soffermo, mi ascolto, e me lo son dimenticato.