Archivi del mese: giugno 2014

Insomnia.

Every time you say you stop you never stop –

Why? Because it’s all there, soaking, aching, living living living burning burning burning –

And we should all get what we want, tell what we want whenever we want, how we want because if we talk the way we want to talk and they talk the way they want to talk then all it comes is just truth, truth, truth and let the truth be told, always –

So I want to be honest to myself, to you, to all of you and get it all out. Out, out, out –

OUT, WANT, TALK, NOW, FACE.

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Nespole.

 

 

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A certe parole non ci penso mai, tipo alla parola nespola. Chi se le ricordava le nespole, prima di oggi. A certe cose non ci pensi mai in generale e basta. Perché siamo sempre tutti così impegnati a dannarci per le stesse, opprimenti, costanti, tartassanti, irrompenti, ingombranti cazzate che certe cose ti scivolano via dalla mente, dal cuore, da tutto, come sapone, come la maledetta schiuma del maledetto sapone.

In quella fitta rete che è il dietro dei nostri occhi, restano appigliate le nostre ossessioni. Quel pensiero che in tutto il suo dolore, ci conforta. Quel fastidio familiare, che appartiene al nostro sonno, ai nostri sogni e che al risveglio ti accoglie di nuovo a braccia aperte. Saranno forse scomode, forse spinate, ma sempre braccia aperte restano.

 

E così, quando la vita reale ti distrae, allora guardi davvero quello che hai attorno. Tipo le nespole.

Ed è come se t’avessero schiantato una mazza da baseball sui denti. E ti accorgi di quante cose ti stai perdendo, stando lì ad appannarti la vista con le tue ansie. Tipo gli alberi. Gli alberi sono bellissimi. Vivono, cambiano, si spogliano lentamente, una foglia alla volta, scoprendosi solo a chi è paziente abbastanza da aspettare che passi un’intera stagione. I loro rami fitti sono quelli che ti riparano dalla pioggia che batte, gli stessi che attirano l’ira dei lampi durante una tempesta. Gli alberi si uniscono e confondono nelle foreste, si perdono, ti fanno perdere e confondere. Ma quanto coraggioso è, quello che da solo, maestoso, imponente, svetta nel mezzo di una pianura, e si espone, si erge sugli altri, su tutto.