Archivi del mese: marzo 2013

Bruxelles – photogallery.

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Pre-partenza.

Fortuna + flatmate + viaggiogiornalisticopagatodall’università = Bruxelles. Domani. Politici, Parlamento, interviste, microfoni, cravatte.

Non sono certa che la mia emozione sia dovuta più al fatto che mi appiccicheranno per la prima volta il vero, autentico, autorizzato cartellino ‘PRESS’ alla giacca o al fatto che, almeno in teoria, avrei la possibilità di alzarmi durante una delle conferenze e urlare:

‘CHE ACCIDENTI STATE FACENDO AI CONTI BANCARI DEI CIPRIOTI, TESTE DI RAPA!’.

Sicuro finisco dritta dritta sui giornali – peccato che non sarebbe per via di una onorevole byline.

E’ vero: sarà nella stessa stanza in cui politici discuteranno le sorti dell’Europa (che detto così fa veramente figo, ma scommetto che dopo un paio d’ore mi verrà già voglia d’addormentarmi).

YO.


Diari di una nanny – tutta la verità sul babysitteraggio.

Fare la babysitter è un rito di passaggio, un po’ come essere la cameriera in un posto sgangherato durante le estati della tua adolescenza.

Avete ragione quando dite che sono soldi facili, perchè è vero: dalle 10 in poi, se si è fortunati, i bambini vanno a dormire senza fare troppo storie e tu resti lì, seduta sul divano grigio un po’ scomodo, ad aspettare paziente fin quando qualcuno si rifa’ vivo. Che siano le 23, mezzanotte o le tre del mattino, la più grossa fatica sarà probabilmente restare sveglia fino a tardi – o non essere riuscita a trovare la soluzione del sudoku che stavi finendo.

In questo breve riassunto, per quanto veritiero, c’è però un considerevole numero di esperienze che sono prevalentemente assenti nell’immaginario comune di ‘babysitter’.

Il punto in cui trovi la casa in questione completamente sottosopra, e sei costretta a mettere mani e ripulire il casotto per poter proseguire con le tue mansioni.

Il punto in cui le tue mansioni includono cucinare e nascondere delle verdure nella frittatata che vengono PUNTUALMENTE avvistate dal bambino.

Il punto in cui devi ricucinare perchè ‘no, la zucchina ho detto che non la mangio.’

Il punto in cui devi fingere che il mondo delle figurine sia il più eccitante, emozionante ed interessante mondo possibile.

Il punto in cui, gettando la bustina del the nell’immondizia, trovi la scatola di un vibratore. Questo punto è molto importante.

Il punto in cui devi riuscire a riguardare la madre del bambino senza arrossire, scoppiare a ridere o vomitare (non necessariamente in quest’ordine).

Poi c’è il punto in cui il bambino o spara delle verità assolute sulla tua persona – il che ti lascia lì a riflettere su te stessa perchè si sa che i bambini hanno sempre ragione – oppure ti dichiara d’essersi innamorato ( e lì devi pure dimostrarti esperta di relazioni amorose, che sono guai serissimi).

Ma è bello sapere che sei arrivata all’ultimo punto – significa che hai un piccolo amico in più.

 

 


Una fotografia al giorno ti fa venire voglia di viaggiare una volta al giorno.

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National Geographic è la mia bibbia. Mi sveglio al mattino, accendo distrattamente il pc e non sono a mangiare cereali Tesco Value seduta di fronte al pc, aspettando che la doccia si liberi, la prospettiva di correre all’Overground per poter arrivare puntuale a lezione.

No, oggi mi sono svegliata in Giappone, dove i ciliegi sono sbocciati, anche quest’anno. A loro non importa dell’elezione del nuovo Papa, di Osborne che tra un po’ ci taglia i fondi pure per comprarci le mutande, delle bombe che ancora scoppiano in Iraq.

Ieri ero a nuotare nelle acque cristalline della Florida, qualche giorno fa ho persino osservato da vicino il re degli uccelli in  Nuova Guinea.

Si fa quel che si può quando ancora non si può far niente. Ma si potrà, prima o poi si potrà. (:


Girls – che lo scontro con le serie tv patinate abbia inizio.

Girls

Non è cosa nuova che una ventunenne stressata da una prossima laurea si ammazzi di cibi estremamente poco salutari, sfoggi i peggiori outfit del secolo mentre è accampata sulla scrivania sommersa di fogli e abbia bisogno di un restauro completo – oltre che di una grande forza di volontà – per abbandonare la sua postazione da studio e riprendere in mano una vita sociale pressoché inesistente.

Nuovo non è nemmeno che proprio per ovviare il tormento di incontrare persone nuove e parlare ad esseri viventi che non siano il proprio gatto nero, la ventunenne passi le sue nottate a spararsi serie tv di vario calibro: da Vampire Diaries a Grey’s Anatomy, da Pretty Little Liars a Sex and the City, da True Blood a The Walking Dead o Desperate Housewives.

Eventualmente, tra la lista di serie patinate e palesemente finte, potrebbe comparire una pecora nera. Una serie tv chiamata Girls.

Se non ne avete sentito parlare prima d’ora, probabilmente avete vissuto sotto una pietra durante gli scorsi 5 mesi.

Perchè stona così tanto con il mondo delle serie tv? Perchè è vera. Oddio non esageriamo, diciamo tutto il meglio e il peggio della realtà che accade normalmente ad un 25enne spiantato in un anno succede diciamo nel giro di 10 episodi.

Lasciatevi alle spalle le bellezze canoniche, le vite assurde e lo smalto perfetto. Buttate al cesso scene hot romantiche, lavori fantastici e remunerativi, case da sogno. Accogliete ciccia, rapporti che non sopravvivono alle catastrofi e una modesta dose di follia quotidiana.

Ecco a voi, Girls.


I 10 film che mi hanno fatto cambiare idea sulla carriera da intraprendere (e cambieranno anche la vostra).

Per la sezione ‘I 10 film che’ –

1) “Voglio lavorare per la CIA. No aspetta, forse no.” –   Zero Ground Thirtypolitics-of-zero-dark-thirty-36862

2) “Voglio diventare una cuoca che fa commuovere le persone usando solo i sapori” – Ratatouille

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“Voglio fare la detective della omicidi.” – Seven

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“Voglio essere un’atleta vera.” – Million Dollar Baby

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“Voglio essere una musicista, ora mi metto ad imparare il violino. O il piano. O la chitarra.” – La musica nel cuore

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“Voglio fare l’interprete” – The Interpreter

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“Voglio essere un’imprenditrice con idee geniali in grado di cambiare il mondo.” – The Social Network

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“Voglio fare l’avvocato, ma di quelli superfighi *la presenza di Gosling potrebbe essere stata fuorviante*” – Il caso di Thomas Crawford

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“Voglio fare quella che si intrufola nei sogni altrui” – Inception

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“Voglio fare la giornalista. OH SI VOGLIO FARE LA GIORNALISTA.” – Frost/Nixon

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La paturnia serale poetica – ignoratela, non trovavo un post-it.

Nella mia vena tormentata della serata, ho scritto queste frasi sconclusionate. Non so se è una poesia, non credo abbia un nome. E’ che è tardi e ho sonno e ho le paturnie e ho finito i post-it arancioni e non trovo quelli bianchi. L’avevo detto, l’avevo scritto nel sottotitolo del blog che avrei avuto le paturnie. Così adesso le scrivo qui.

 

Era una nave di soli sogni, mattutini ed opachi.

E’ un so di chi scrivere, un non so a chi pensare.

Era un vago aspettarsi, un vano aspettare.

E’ un silenzio arrugginito, quello che cerchi.

Era un dirsi e dire bugie, che forse non eran nemmeno solo mie.

E’ un dispiacersi, per quelli che per te son ricordi ormai persi.

 

La mia composizione da terza elementare è finita, buonanotte.